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Paolo Brosio. Il sesso mi stava uccidendo

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Pubblicato su Grand'Hotel del 19 marzo 2010, p. 18
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"Le donne sono sempre state il mio tallone d'Achille e il demonio questo lo sa", confida. "Una notte, però, ho improvvisamente pregato a voce alta la Madonna e da allora è iniziata la mia salvezza"

"Ho conosciuto tante donne dopo il distacco da mia moglie Gretel. Donne conquistate, donne comprate, donne lasciate in una camera d'albergo, dopo aver consumato ore e ore tra il fumo di uno spinello, una woodka ghiacciata e il sesso senza limiti, senza ragione, senza sentimenti. Il male era per me la ricerca spasmodica dell'erotismo, esasperato dall'uso di cocaina, hashish, e tanto alcol". Paolo Brosio, 53 anni, non usa giri di parole per raccontare il suo recente passato. Anzi, queste parole le ha messe nero su bianco per non dimenticarle mai, scrivendole sulle pagine del libro "A un passo dal baratro".
A spingere il giornalista a confessare pubblicamente una vita di eccessi e sregolatezze è la fede religiosa e spirituale nella Madonna, che ha scoperto in se stesso dopo essere sprofondato negli abissi più oscuri dell'alcol, del sesso e della droga. "La morte di mio padre, l'attentato incendiario al Twiga Beach Club (lo stabilimento balneare in Versilia che ha aperto nel 2001 assieme a Flavio Briatore, Daniela Santanchè e Davide Lippi, ndr) e il divorzio da Gretel sono stati gli episodi che hanno segnato in modo più profondo e tragico il periodo più brutto della mia vita. È successo tutto insieme e sono crollato", racconta Brosio.
La forza per dire basta a una vita di eccessi e trasgressioni e la riscoperta della preghiera e della religione arrivano improvvise e inaspettate. "Mi trovavo a Torino". Spiega il giornalista "Durante un festino con donne, alcool e droga ho improvvisamente sentito il desiderio di pregare a voce alta la Madonna. E da quel giorno la mia vita è cambiata. All’apice della mia carriera e del mio successo professionale ho conosciuto la vita notturna, le feste, gli eventi, e quindi ho iniziato a frequentare locali, discoteche e anche donne bellissime. Le donne sono sempre state il mio tallone d'Achille, ed evidentemente il demonio questo lo sa... E ho iniziato a fare uso di droga, rischiando davvero la vita. Il mio, però, non è mai stato un problema di tossicodipendenza: si trattava di sesso-dipendenza, aggravata dall’uso di sostanze stupefacenti. Per arrivare a trasgredire con una donna spesso si ricorre ad alcool o agli spinelli e in un attimo si passa a cose più pesanti, come la cocaina. Se ti lasci trasportare dalla trasgressione magari per qualche ora dimentichi i tuoi problemi. Ma, dopo, tutto ritorna, in modo anche più prepotente e inizi a sentire il dolore per quello che ti è successo e il rimorso per quello che hai fatto".
Per Brosio quello torinese è l'ultimo episodio di un'infinita serie di devastanti nottate "brave". Quell'Ave Maria, recitata a pochi centimetri dal precipizio, rappresenta una svolta, come poche ne arrivano nell’arco di un’esistenza: per il giornalista inizia una seconda vita e un lungo percorso verso la salvezza, a cui giunge grazie anche al supporto di guide spirituali come don Ferruccio, confessore del Santuario della Consolata di Torino, don Walter, parroco di Milano 2 considerato il prete del mondo dello spettacolo e dell'informazione, e don Filiberto, carismatico esorcista di Sarzana. "Questi e altri sacerdoti, come don Piero e padre Joy, mi hanno, alla lettera, tratto in salvo. Sono stati come delle boe di salvataggio. E non smetterò mai di dire che la preghiera è un farmaco straordinario contro il dolore dell'anima". Iniziano così anche i primi viaggi a Medjugorje, il villaggio della Bosnia-Erzegovina dove dal 24 giugno 1981 sei ragazzi hanno apparizioni della Madonna e dove ogni anno si recano in pellegrinaggio milioni di persone. "Ho scelto di andarci perché è l'unico posto al mondo in cui appare la Madonna. Lei è come se mi avesse condotto da Gesù e l'incontro con il figlio di Dio per me è stato devastante. Medjugorje è davvero un luogo incredibile: anche a chi non è credente viene la voglia di andare a vedere cosa succede lì... L’incontro con i veggenti e tanti altri fedeli hanno fatto crescere in me il desiderio di iniziare a fare del bene". È nata così la scelta di raccontare la propria esperienza ripercorrendo la "mappa della salvezza" nel libro "A un passo dal baratro" e di destinare parte dei ricavati della sua vendita alle opere della suora slava Kornelja, in favore dei bambini e degli anziani della Bosnia-Erzegovina. "Ora ho ritrovato la serenità e posso rituffarmi nel mondo della televisione, che amo tanto, ma devo andarci cauto: le tentazioni del demonio sono sempre dietro l'angolo".

 

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