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Bambini, come curare la diarrea

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Pubblicato su Bimbisani & Belli di agosto 2008, p. 100
diarrea
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La diarrea è la seconda infezione acuta più comune in età pediatrica, dopo le infezioni delle alte vie respiratorie. Se non viene curata con attenzione può avere anche conseguenze serie, soprattutto per i bambini da 0 a 4 anni

Come si riconosce
La diarrea (il termine medico è "enterite acuta") è un disturbo che comporta un aumento del contenuto di acqua nelle feci e un aumento del numero delle evacuazioni giornaliere da parte del bambino. Ad essa vengono spesso associati anche mal di pancia, irritabilità, febbre e vomito.
Per capire se il bambino soffre di enterite acuta, il pediatra deve svolgere una visita accurata, durante la quale prende in considerazione:
-    le feci: frequenza delle scariche, colore, consistenza, odore, presenza di sangue o muco;
-    l'uso di antibiotici;
-    il contatto con pazienti affetti e la frequenza di asili e nido;
-    gli eventuali viaggi o soggiorni per le vacanze, specie se in campeggio;
-    il contatto con animali domestici o selvatici.
Quando il problema persiste per più di 14 giorni, non si tratta più di enterite acuta, ma si deve ipotizzare che sia dovuto a un'allergia o a un'intolleranza a uno specifico alimento. Tra queste le più comuni sono dovute alle proteine del latte di mucca e al glutine, una proteina presente nella maggior parte dei cereali.

Cosa la può causare
Le cause che scatenano il disturbo sono varie e possono essere di natura non infettiva (un errore nell'alimentazione o una congestione) o legate a un'infezione dovuta a un virus o a un batterio.
Tra i virus, il più diffuso si chiama Rotavirus e a lui si deve il maggior numero dei casi di diarrea e vomito più gravi, specie nei bambini di età inferiore ai 5 anni. È un’infezione molto contagiosa, che si diffonde facilmente tanto che la quasi totalità dei bambini la contrae entro i primi 5 anni di vita. I più colpiti sono i piccoli, tra i 6 e i 24 mesi di età. Esistono numerosi tipi (i cosiddetti “ceppi”) di Rotavirus, e infatti l’infezione si può contrarre più volte nel corso della vita. Questo virus è stabile nell'ambiente e la sua trasmissione può avvenire attraverso l'ingestione di acqua o cibo contaminato o a causa del contatto con superfici infette. Il contagio da persona a persona attraverso la contaminazione delle mani è probabilmente la più diffusa negli ambienti frequentati da molte persone, in particolare negli asili nido. Il Rotavirus si stabilisce sulla superficie dell’intestino tenute, la prima parte dell’intestino, da dove parte per diffondersi sul resto dell’organo e causare la morte delle cellule che ricoprono la sua superficie. Finché queste non si ricostituiscono la diarrea non si ferma. Contro l’azione del Rotavirus è oggi disponibile un vaccino composto da un virus di origine umana in forma leggera, che va assunto dal bambino per bocca in due dosi entro i primi 6 mesi di vita: la prima può avvenire già ad appena 6 settimane dalla nascita.
I casi di diarrea dovuti a batteri sono invece relativamente meno frequenti perché le condizioni igieniche sono generalmente abbastanza elevate: il rischio aumenta se ad esempio si viaggia in zone come l’Africa del nord o l’Oriente. I principali batteri responsabili di diarrea sono:
-    la Salmonella è un batterio molto sensibile alla temperatura: è sufficiente infatti cuocere in modo adeguato gli alimenti nei quali è presente (soprattutto quelli di origine animale, come carne cruda e uova) per eliminarla e scongiurare l’infezione. Gli effetti dell’infezione da Salmonella durano in genere per un lasso di tempo compreso fra le 6 ore e i 3 giorni.
-    la Shigella è un batterio che interessa in particolare una parte dell’intestino chiamata colon e si trasmette direttamente da persona a persona, oppure attraverso oggetti e alimenti. L’acqua e il latte in particolare possono trasportare in sè il batterio se vengono contaminati da feci infettate.  Anche i giocattoli usati dai bambini negli asili possono essere un vettore di trasmissione dell’infezione.
-    il Campylobacter è un batterio meno noto della Salmonella, ma non certo meno frequente. Si diffonde per il contatto con animali infetti o attraverso gli alimenti crudi o poco cotti. In circa il 60 per cento dei casi si tratta di pollame, ma anche il latte non pastorizzato o l'acqua possono trasportare il Campylobacter.

Le cure
Nella maggior parte dei casi ogni tipo di diarrea acuta di origine infettiva passa senza che sia necessario assumere dei farmaci. L'aspetto a cui bisogna presentare la massima attenzione sin dai primi segnali di diarrea è l'idratazione del bambino. Ripristinare i liquidi e i sali minerali che espelle in grande quantità assieme alle feci o all'eventuale vomito è davvero importante.
Per ottenere una buona reidratazione del piccolo si può ricorrere a specifiche soluzioni a base di sali minerali, le cui quantità e modalità di somministrazione vengono indicate dal pediatra caso per caso. Quando la diarrea è associata al vomito in genere è consigliato far prendere al bimbo la soluzione reidratante in piccole quantità, ma ripetute a intervalli di alcuni minuti. Ogni tipo di liquido è utile a mantenere il bambino ben idratato. Oltre all'acqua sono indicati il tè deteinato e le camomille e le tisane per l'infanzia. Ottimi e apprezzati dai bambini sono i ghiaccioli e le granite, che permettono la reidratazione come fosse un gioco.
È inoltre indicato non far digiunare il bambino: se si sta allattando il neonato al seno non è necessario smettere; se invece il piccolo viene nutrito con il latte formulato o è già svezzato occorre lasciar passare dalle 4 alle 6 ore dopo la reidratazione prima di farlo mangiare. L'organismo del bambino, già inappetente a causa della diarrea, potrebbe essere ulteriormente debilitato da un digiuno troppo prolungato e guarire in tempi più lunghi. Se non si sente di mangiare bisogna comunque evitare di insistere, quello che serve al bambino in questo momento è infatti soprattutto un'abbondante assunzione di liquidi.

Attenzione alla pelle del sederino
La diarrea, avendo un contenuto fortemente acido, può provocare facilmente una fastidiosa infiammazione alla pelle delicata del bebè. Dopo ogni scarica è bene quindi lavare il sederino e i genitali usando un olio specifico per l'infanzia e, dopo aver asciugato tamponando senza strofinare, applicare un leggero strato di pasta protettiva all'ossido di zinco, prima di mettere un nuovo pannolino.

Diarrea e flora intestinale
I microorganismi presenti nell'intestino, che compongono la cosiddetta flora batterica, sono una vera e propria barriera in grado di proteggere l'organismo dall'attacco di altri microrganismi nocivi. Essi aiutano i processi digestivi e contribuiscono quindi alla regolarità delle funzioni intestinali, poiché producono sostanze preziose per il buono stato di salute dell'intestino e per il benessere generale dell'organismo.
L'enterite acuta, sia batterica sia virale, provoca alterazioni e squilibri a questa difesa del bambino, che si costituisce già dopo pochi minuti dalla nascita grazie al contatto con i germi della mamma e dell'ambiente esterno. Durante la fase dello svezzamento, poi, la flora batterica si rafforza ed è grazie a questo sviluppo che l’organismo del bambino può assimilare nuove sostanze oltre al latte materno.

Disidratazione: cosa tenere sotto controllo
La gravità della diarrea si può misurare grazie all'individuazione del grado di disidratazione che provoca, ovvero dall'entità della riduzione dei liquidi presenti nell'organismo: risulta pertanto importante pesare il bambino per controllare se sta perdendo troppi liquidi.
In generale, sono tre i gradi di disidratazione che si possono individuare:
• lieve, se il bambino perde meno del 5 per cento del suo peso;
• moderata, con una perdita di peso tra il 5 e il 1O per cento;
• grave, se supera il 1O per cento.

Consulenza: Dott.ssa Giulia Battistoni, Pediatra nell’ASL TO04 in provincia di Torino.

 

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